Il dentista

dentistaLa figura del dentista si è particolarmente sviluppata negli ultimi anni, anche grazie alle numerose scoperte in campo odontoiatrico, all’utilizzo di nuove tecnologie e ai progressi compiuti in seguito a studi e ricerche.
Il DENTISTA è un professionista della salute dentale, medico chirurgo o odontoiatra, che si occupa della diagnosi e della terapia di tutte le anomalie (congenite o acquisite) e patologie legate al cavo orale, che possono dunque interessare i denti, le gengive, la bocca, le mascelle e i vari tessuti. È compito dei dentisti, inoltre, anche occuparsi della prevenzione e della riabilitazione odontoiatriche.
Al fine di poter esercitare la professione dentistica è necessario aver conseguito la laurea in ODONTOIATRIA e PROTESI DENTARIA oppure in Medicina e Chirurgia.

Si possono fregiare del titolo di Odontoiatra solo i professionisti regolarmente iscritti ad un Albo provinciale degli Odontoiatri. In Italia è tuttavia molto presente il fenomeno dell’abusivismo che coinvolge ogni anno numerosi studi dentistici; esistono infatti "dentisti abusivi", ovvero individui che esercitano l’attività odontoiatrica pur non essendo abilitati e non avendo titolo all'esercizio della professione. In certi casi i "dentisti abusivi" sono degli odontotecnici (definiti in alcuni casi, impropriamente, "tecnici dentisti" o anche "meccanici dentisti") in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore abilitati solamente a costruire protesi dentarie su prescrizione di medici chirurghi o di odontoiatri.

La figura del dentista abusivo è molto pericolosa, in quanto attraverso la sua attività mette potenzialmente a rischio la salute dei propri ignari pazienti. Questi ultimi, pertanto, dovrebbero sempre accertarsi di affidare la salute dei propri denti ad un odontoiatra o ad un dentista serio e regolarmente abilitato ad esercitare la professione, verificandone l’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri.
È diritto e dovere di ogni paziente, in quanto cittadino, segnalare inoltre a chi di dovere l’esistenza di studi dentistici di dubbia reputazione.

I denti

dentiI denti sono organi molto duri, che si trovano all'interno del cavo orale umano e di quello di molti vertebrati.
La dentatura svolge più di una funzione: fonetica, estetica e masticatoria. Quest’ultima è quella primaria per gli animali (in alcuni animali i denti sono essenziali anche per la caccia e la difesa), la più importante per l’uomo.
Il dente è costituito da tre parti principali: la corona (è la parte visibile in bocca), il colletto (la parte vicina alla gengiva) e la radice, immersa nell’alveolo osseo e coperta dalla gengiva.
Il processo di formazione dei denti prende il nome di odontogenesi ed ha inizio fin dalle prime settimane che seguono il concepimento.
L'uomo è per definizione difiodonte, in quanto presenta due dentizioni successive, ed eterodonte, poiché ogni dentizione presenta denti che hanno funzioni e forme differenti. Nel corso della sua esistenza, infatti, l’uomo sviluppa due dentizioni: la prima è quella costituita dai denti decidui, ovveri quelli temporanei, noti anche con il termine di “denti da latte”, che di solito iniziano a spuntare verso il sesto mese di vita. Questa dentatura temporanea è composta per ogni arcata dentale da 2 canini (1 nell’emiarcata destra e 1 nell’emiarcata sinistra), 4 incisivi (2 laterali e 2 mediali) e 4 molari (2 per ogni emiarcata, denominati 1° e 2° molare). Sono assenti dalla dentizione decidua i denti premolari.

La seconda dentizione, quella costituita dai denti permanenti, comincia a svilupparsi intorno ai 6 anni. I denti permanenti, sviluppandosi, erodono la radice del dente deciduo, cominciando a crescere e portando infine alla caduta il dente deciduo. Tale processo dura per 6 anni; in un’età compresa fra i diciotto e i venticinque anni si ha lo sviluppo dei terzi molari (noti anche come “denti del giudizio”) e, quando la dentatura permanente è completa, l’uomo adulto risulta provvisto di 32 denti. Va detto comunque che il terzo molare (dente del giudizio) può anche essere assente.
I denti assumono un nome diverso a seconda della funzione che svolgono, della loro forma e dimensione. Nell’uomo adulto abbiamo i canini, gli incisivi, i premolari e i molari. Più in particolare, per ogni emiarcata (ovvero metà di una arcata dentale) avremo: 2 incisivi 1 canino, 2 premolari e 3 molari (il terzo molare è il già citato dente del giudizio). Se moltiplichiamo per 4 ognuno di questi numeri, dal momento che due sono le emiarcate e le arcate stesse sono due (una mascellare e una mandibolare), avremo in tutto: 12 molari, 8 incisivi, 8 premolari e 4 canini. Se sommiamo tutti questi numeri abbiamo in totale i 32 DENTI caratteristici dell'uomo adulto. Leggi informazioni sull'ortodonzia.

Malattie dentali

igiene dentaleLe malattie dentali sono di diverso tipo e possono essere più o meno gravi. Le più diffuse sono sicuramente la carie e la malattia parodontale che, qualora non vengano curate tempestivamente e in modo opportuno da un dentista possono degenerare e divenire particolarmente dannose fino a provocare la perdita del dente.
Il termine malattia parodontale racchiude una categoria piuttosto ampia di malattie del parodonto, alla base della quale vi è un’eziologia di tipo microbico che può essere micotica o batterica associata a condizioni particolari come deficit immunitario o, più semplicemente, a una cattiva igiene dentale.
La carie, (parola che deriva dal latino careo, ovvero "essere privo") è una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente, come lo smalto e la dentina, che nasce dalla superficie del dente per poi procedere in profondità fino ad arrivare alla polpa dentale.
La carie porta al lento, progressivo ed inesorabile deperimento del dente ed è una delle malattie più diffuse e spesso anche più trascurate dall’uomo.

I dentisti raccomandano sempre ai propri pazienti di tenere sempre sotto controllo la propria igiene dentale, al fine di prevenire l’insorgere della carie; qualora il processo carioso sia già in atto, è assolutamente necessario recarsi da un buon odontoiatra affinché possa intervenire in maniera tempestiva, prima che la carie intacchi il dente fino alla polpa e arrivi a coinvolgere anche altri denti circostanti.
La carie è causata dall’azione degli acidi derivanti dallo zucchero, dall’amido, dai batteri o germi presenti sulla superficie dentale. Ovviamente, maggiore è il consumo di amidi e zuccheri da parte di un individuo, maggiore è la produzione di acido all’interno del cavo orale, con conseguente sviluppo della carie.

L’acido infatti va ad agire sullo smalto dentale, formando una vera e propria cavità, che provoca man mano il deperimento del dente. Nel caso in cui tale cavità non venisse pulita e otturata dal dentista, la dentina comincerebbe a cariarsi, consentendo alla cavità di raggiungere la polpa dentaria. Una polpa esposta è soggetta ad infezioni e può dar luogo alla formazione di ascessi, ovvero raccolte di pus che si formano alla fine della radice del dente.
A questo punto, l’infezione è in grado di propagarsi a tutto il resto del corpo; pertanto, è necessario che il dente infetto sia sempre opportunamente curato (quando non addirittura estratto) per proteggere la salute del paziente.
Giova aggiungere, comunque, che la carie dentale non è causata solamente da zuccheri e amidi. I denti di alcuni individui, infatti, sono tendenzialmente più o meno resistenti di quelli altri. In questo caso entrano in gioco anche altri fattori, come ad esempio predisposizioni genetiche e condizioni generali dei denti. Se ad esempio lo smalto dentale è in cattive condizioni, è molto più soggetto alla carie e al deperimento.

Un altro fattore importante è il grado di acidità della saliva. Mediamente il pH della saliva si avvicina alla neutralità, ma è fortemente influenzato da vari fattori, fra cui il grado di igiene orale e il tipo di alimentazione. Una saliva acida è un importante fattore di rischio per la carie e l'erosione dello smalto dentale.
Al fine di mantenere livelli ottimali bisognerebbe ridurre il consumo di alimenti dolci e bevande alcoliche, specialmente lontano dai pasti e adottare una scrupolosa igiene orale, ricordando di lavarsi i denti dopo ogni pasto. Quando il cibo rimane per lungo tempo nelle fessure che dividono un dente dall’altro, infatti, le sue piccole particelle risultano un ottimo terreno di coltura per i batteri responsabili della produzione di acidi.
La pulizia dentale andrebbe effettuata anche con l’ausilio del filo interdentale, al fine di poter pulire anche gli spazi fra i denti difficilmente raggiungibili con il semplice spazzolino.
Ad intervalli frequenti sarebbe opportuno effettuare una PULIZIA DENTALE professionale; il paziente dovrebbe rivolgersi ad uno degli studi dentistici presenti nella sua zona e stabilire un programma di controlli a scadenza regolare con il proprio odontoiatra.